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	<title>Business &#8211; Dharma Concept</title>
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	<description>Presto online con tante novit&#224;. Seguici sui nostri social per rimanere aggiornato!</description>
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		<title>Smetti di fare il gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 15:15:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Smettiamo di fare i gentili come i babbuiniÈ oramai di moda, la gentilezza.Ha anche l'hashtag, la #gentilezza.&#160;C'è anche la giornata mondiale, della gentilezza!Ci sono aziende, onlus, libri, eventi, sulla gentilezza.Favoloso, meraviglioso, grandioso.&#160;Wow!&#160;A questo punto, però, ci tengo che sia trattata per bene la gentilezza, con la profondità che merita.&#160;Ad esempio... prima di introdurre la gentilezza, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="thrv_wrapper thrv_text_element"><p><strong>Smettiamo di fare i gentili come i babbuini</strong><br><br>È oramai di moda, la gentilezza.<br>Ha anche l'hashtag, la #gentilezza.</p><p>C'è anche la giornata mondiale, della gentilezza!<br>Ci sono aziende, onlus, libri, eventi, sulla gentilezza.<br>Favoloso, meraviglioso, grandioso.</p><p>Wow!</p><p>A questo punto, però, ci tengo che sia trattata per bene la gentilezza, con la profondità che merita.</p><p>Ad esempio... prima di introdurre la gentilezza, viene considerata la tristezza?</p><p>E il dolore?<br>E la tensione?<br>E lo stress?<br>E la rabbia repressa?<br><br>Non esiste autentica gentilezza se nel profondo v'è tristezza.<br>Laggiù c'è una richiesta d'aiuto, che spegne la disponibilità all'altro.</p><p>È un istinto primordiale, nel quale ognuno di noi viene prima dell'altro.</p><p><strong>Sopravvivenza</strong>.</p><p>Le persone oggi sono abili reprimende, in grado di spingere sempre più in giù le emozioni dolorose.</p><p>È innegabile ed evidente, è così.<br>Chi lo sa?<br>Chi lo nota?<br>Chi fa qualcosa?</p><p>Chiedere gentilezza a chi ha dentro dolorosa tristezza, equivale a spolverare con zucchero a velo una torta di sale.</p><p>La spinta al gentilismo estremo mi fa tornare alla mente il simpatico babbuino.</p><p>I babbuini riescono a percepire quando un grugnito arrabbiato è rivolto a loro.</p><p>Un grugnito arrabbiato di un babbuino gentile.</p><p>Anche l'essere umano funziona così: se indotto alla gentilezza, non può cambiare ciò che ha dentro.<br>Per cui, chi gli accanto, vede gentilezza ma sente la tristezza.</p><p>L'argomento è molto più profondo di come lo si racconta.</p><p>Dobbiamo ricordare i babbuini!</p><p>Ma che bravi babbuini, tutti ad inneggiare alla gentilezza!<br>Ops, bambini.</p><p>Come se poi fosse una novità.<br>La gentilezza ci colpisce da sempre.</p><p>Il diktat di mamma, che di fronte ad una possibile visita al chissà qual parente, era solita rimembrare il ricorrente "<em><strong>non disturbare</strong></em>", ha cresciuto generazioni di inconsapevoli e poco gentili disturbatori seriali.<br><br>Ergo, <strong>fai</strong> il gentile.</p><p><em>"Chiedi permesso, chiedi se puoi andare in bagno, se puoi avere un bicchiere d'acqua, se puoi respirare due respiri di fila... e mi raccomando, chiedi sempre con il</em><em> per piacere."<br></em><br><strong>Fai</strong> il gentile.<br>E quale emozione nutriva il comandamento di mamma che inneggiava alla gentilezza?<br><br><em><strong>La vergogna</strong></em>.<br>"Se disturbi mi fai fare una brutta figura"</p><p>Raramente la gentilezza era un <strong>valore</strong>, era per di più un volere, che serviva a rimediare alla vergogna.<br><br>Anche oggi la gentilezza è diventato uno <strong>strumento</strong>.<br><br>Fai il gentile, così... L'azienda ne trae <strong>#</strong><strong>profitto</strong>.<br>Altrimenti... <br><br>Fine.<br><br>Non la fine, il fine.<br><br>Fare il gentile <strong>serve</strong> per uno scopo.<br>Che sia rimediare alla vergogna o creare il benessere che genera profitto, poco cambia. <br><br>Il che è ok, suggerisco che conviene sottolinearne, per gentilezza, la differenza, per evidenziarne lo scopo.</p><p>Non disturbare ha uno scopo poco gratificante. <br><strong>FARE</strong> il gentile. <br><br>La gentilezza, è uno stato <strong>dell'essere</strong>.</p><p>È un <em>non comportamento</em>, è l'esecuzione il cui mandante è lo spirito. <br><br>ESSERE gentile dovrebbe avere solo uno scopo: <strong>nutrire se stessi</strong>.<br><br>Il resto è un effetto collaterale.<br><br>Inveisci con autenticità, piuttosto che fare l'ipocrita gentile.</p><p>Ha più senso un autentico perdere il senno.&nbsp;</p><p>Per cui, <strong>stop</strong> al fare i gentili.<br><br>Play all'<strong>essere</strong> gentili, xché in questo modo il nostro spirito scintilla.</p><p>Ed il circolo, spontaneo, ovunque tu sia, diventa virtuoso.</p><p>A cosa serve?<br>Alla traccia.<br>Quale traccia vuoi lasciare, del tuo passaggio?</p><p>Vuoi accontentarti di una riga superficiale o di un solco nel quale seminare le migliori colture... o culture?</p><p>Sei disposto quindi a smettere di <strong>fare</strong> il gentile e ad iniziare ad essere <strong>egoisticamente gentile</strong>?</p></div><div class="tcb_flag" style="display: none"></div>
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		<title>PERCHÉ I MIEI STUDENTI SONO PSICOLOGI, PSICOTERAPEUTI, MEDICI, COACH</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 16:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[Inconscio Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Master]]></category>
		<category><![CDATA[Professionista]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli insegnamenti accademici sono ancorati al periodo storico in cui sono stati prodotti. L&#8217;umano di allora ha scritto e studiato il percorso accademico utile a quello che doveva diventare l&#8217;umano del futuro. È innegabile che questo spinga la mente ad orientarsi verso il passato, tralasciando ciò che sta evolvendo nel presente, del quale si occupano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli insegnamenti accademici sono ancorati al periodo storico in cui sono stati prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;umano di allora ha scritto e studiato il percorso accademico utile a quello che doveva diventare l&#8217;umano del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È innegabile che questo spinga la mente ad orientarsi verso il passato, tralasciando ciò che sta evolvendo nel presente, del quale si occupano professori ben più esperti, che producono nuova didattica su ciò che è, a sua volta, già passato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi definisce le materie di studio e le metodologie basano gran parte della didattica su un approccio razionale, per il quale il capire è indispensabile ed il sentire secondario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anzi, il capire talvolta serve per spegnere il sentire, per tutelare il paziente da dinamiche relazionali inconsce, &gt; vedi transfert .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo limita l&#8217;essere umano e tutte le sue potenzialità che non vengono stimolate dalla didattica accademica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché questi professionisti DEVONO conoscere la mia materia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché li mette nella condizione di essere più forti in ogni situazione.<br />L&#8217;inconscio comanda ogni evento, quindi se il professionista del supporto e della guarigione non conosce in che modo questo avviene, può solo fare un intervento parziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelli che risultano come miei insegnamenti educano al prendere padronanza di ogni istante, poiché ogni istante è foriero di migliaia di informazioni ma solitamente ne si colgono poco meno di una dozzina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il potere che si acquisisce nella lettura delle situazioni del presente mette il professionista nella condizione di avere a disposizione un ventaglio di soluzioni molteplici, che non riguardano solo la didattica accademica, ma l&#8217;infinita profondità dell&#8217;essere umano (vedi Il giuoco delle perle di vetro, Herman Hesse).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professionista che padroneggia l&#8217;inconscio manifesto sa che non è distaccato dal suo allievo / cliente / paziente ma che ne è parte in causa diretta, le loro vicende si intrecciano a livelli profondi, non c&#8217;è alcun istante nella nostra vita che non sia già stato scritto dentro di noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi decide di studiare nel mio master, decide di guidare una ferrari e non più una panda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decide di fornire un servizio elitario e non più comune alla massa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decide di elevarsi rispetto al mondo accademico, fermo ai libri del passato.<br />Che saranno sempre nel passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi studia nel mio master è sempre al passo con i tempi, poiché la sua materia è il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel presente c&#8217;è ogni passato.<br />Chi studia la mia materia impara a leggerlo a favore di un futuro in ferrari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stefano Scialpi</p>
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		<title>UN LEADER SENZA MENTORE NON È UN LEADER</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 06:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche il più alto dei dirigenti può covare la più profonda difficoltà nel considerare se stesso un leader, un capo, un condottiero. Come mai?Probabilmente ha dimenticato di essere discepolo. È fondamentale per chi ricopre i ruoli di vertice conservare il ruolo del discepolo, cioè di colui che apprende da un mentore. Mentore che ovviamente può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Anche il più alto dei dirigenti può covare la più profonda difficoltà nel considerare se stesso un leader, un capo, un condottiero.<br><br>Come mai?<br>Probabilmente ha dimenticato di essere discepolo.<br><br>È fondamentale per chi ricopre i ruoli di vertice conservare il ruolo del discepolo, cioè di colui che apprende da un mentore.<br><br>Mentore che ovviamente può variare negli anni, in base alle nuove esperienze acquisite.<br><br>Il ruolo del discepolo invita l&#8217;inconscio a tenere alta la guardia su umiltà, focus ed apertura, sia interiore che mentale.<br><br>Inoltre consegna all&#8217;individuo la capacità di affidarsi e di riconoscere in qualcun altro la leadership, consegnandogli le chiavi di ciò che gli porterà come insegnamento. <br><br>Il che scrive in lui codici inconsci necessari ai suoi futuri collaboratori. <br><br>Se questo non avviene, nessun collaboratore potrà affidarsi totalmente a lui, poiché nel suo superiore mancano i codici inconsci necessari affinché questo avvenga.<br><br>Potrà lo stesso ottenere grandi risultati, ma non riconoscerà a sé stesso la leadership, il ruolo ed il piacere di godere delle conquiste.<br><br>Si sentirà solo.<br><br>Stefano Scialpi<br><br>#leadership<br>#leader<br>#capo<br>#dirigente<br>#perfezionamento</p>
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